Menschen sitzen in einem Auditorium und schauen zu einer Präsentation auf der Bühne.

Giornata degli assicuratori 2026: l’assicurabilità inizia dalla fiducia

Notizie dal settore
22. Giugno 2026

Un villaggio di montagna sepolto dalla caduta di massi, la salute mentale, gli attacchi informatici e le questioni filosofiche di fondo: di primo acchito, questi argomenti sembrano avere ben poco in comune. Eppure, durante la Giornata degli assicuratori 2026 sono stati accomunati da una constatazione essenziale: dimostrano quanto siano importanti delle soluzioni assicurative sostenibili per l’economia e la società.

A San Gallo il sole splendeva e le temperature erano pienamente estive: chi sperava di trovare refrigerio a quasi 700 metri di altitudine è rimasto deluso. Molti pensavano che qui facesse un po’ più fresco, ma non è così», ha esordito con un sorriso il presidente dell’Associazione Svizzera d’Assicurazioni ASA, Stefan Mäder. In questa giornata estiva, però, a offrire spunti di conversazione non è stato solo il tempo. Alla Tonhalle di San Gallo, circa 250 rappresentanti del settore assicurativo svizzero nonché alcuni ospiti provenienti dal mondo politico, amministrativo ed economico hanno discusso su come garantire l’«assicurabilità» anche in futuro. All’insegna del motto «Generare assicurabilità: per un’economia forte e una società resiliente», l’Associazione Svizzera d’Assicurazioni ASA ha posto al centro della Giornata degli assicuratori di quest’anno un tema che va ben oltre i confini del settore.

Andere Menschen im Publikum hören ebenfalls aufmerksam zu.
Blick von Hinten durch den Saal auf die Leinwand
Menschen im Publikum hören aufmerksam zu.

La Giornata degli assicuratori alla Tonhalle di San Gallo verte sul tema dell’assicurabilità.

L’assicurabilità non è scontata

A dare il via ai contenuti è stato il presidente dell’ASA Stefan Mäder, rieletto poco prima per un nuovo mandato di tre anni. Ha dato un messaggio centrale, affermando che l’assicurabilità non viene da sé: «deve essere preservata, adeguata e talvolta anche riconquistata». A titolo esemplificativo, ha citato le sfide poste dai pericoli naturali, dai rischi informatici e dalle incertezze geopolitiche. Al contempo, ha sottolineato la necessità di condizioni quadro politiche e normative affidabili affinché il settore assicurativo possa continuare a svolgere la sua funzione economica anche in futuro.

Stefan Mäder, presidente dell’ASA: «talvolta l'assicurabilità deve essere anche riconquistata».
Stefan Mäder, presidente dell’ASA: «talvolta l'assicurabilità deve essere anche riconquistata».
© Marc-Dave Maier Photography

Hanno presentato ulteriori prospettive sul futuro dell’assicurabilità Stefan Walter, direttore dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA, Sandra Känzig, CISO del Gruppo Helvetia Baloise, e Sandro Nafzger, CEO dell’azienda di sicurezza informatica Bug Bounty Switzerland. Al centro dei loro interventi vi sono state le sfide che il settore assicurativo è chiamato ad affrontare, tra cui le questioni normative, i rischi climatici o la crescente minaccia degli attacchi informatici.

Stefan Walter: il direttore della FINMA ha parlato di vigilanza assicurativa proporzionale e basata sul rischio.
Stefan Walter: il direttore della FINMA ha parlato di vigilanza assicurativa proporzionale e basata sul rischio.
© Marc-Dave Maier Photography

Saper convivere con ciò che non si può controllare

L’intervento probabilmente più stimolante è stato quello della filosofa Barbara Bleisch: distinguendo tra pericoli e rischi, ha ricordato come le società moderne tendano sempre più a trasformare i pericoli in rischi calcolabili, alimentando così le aspettative in termini di sicurezza. «Il desiderio di controllo aumenta, mentre la disponibilità a tollerare l’incertezza diminuisce». Bleisch ha messo in guardia dal riflesso immediato di cercare un colpevole dietro ogni disgrazia. «Per quanto possiamo assicurarci e tutelarci, non potremo mai controllare del tutto il destino», ha affermato. La resilienza di una società passa quindi anche dalla capacità di convivere con ciò che non è sotto il nostro controllo e di accettare le incertezze. «Non si può né evitare tutto, né tantomeno controllare completamente qualsiasi pericolo».

Barbara Bleisch: «Non è possibile controllare completamente qualsiasi pericolo e qualsiasi rischio».
Barbara Bleisch: «Non è possibile controllare completamente qualsiasi pericolo e qualsiasi rischio».
© Marc-Dave Maier Photography

Dal paradiso alla distruzione in 40 secondi

Il momento più toccante della giornata è giunto con l’intervento di Matthias Bellwald, sindaco di Blatten. Mentre rivolgeva le sue prime parole all’attento pubblico, sullo sfondo veniva trasmesso quel video girato con un cellulare che, alla fine di maggio del 2025, aveva fatto il giro del mondo: quei pochi secondi in cui la montagna cede e il villaggio della Lötschental scompare sotto un’immensa nube di polvere e detriti. Molti dei presenti conoscevano già quelle immagini, ma il loro impatto non è stato affatto meno violento. «Se in soli 40 secondi una comunità va distrutta, le tradizioni cancellate e ciò che ci è caro annientato, le ferite non possono che essere profonde», ha commentato Bellwald.

Sguardo al futuro: Matthias Bellwald, sindaco di Blatten, ha presentato «Visione Blatten 2030».
Sguardo al futuro: Matthias Bellwald, sindaco di Blatten, ha presentato «Visione Blatten 2030».
© Marc-Dave Maier Photography

La sua presentazione non è stata però una semplice rievocazione della catastrofe, bensì soprattutto uno sguardo rivolto al futuro. Ha raccontato come, dopo aver perso le proprie case e i propri beni, gli abitanti di Blatten abbiano saputo sviluppare nuove prospettive. In questo percorso sono stati determinanti non soltanto i mezzi finanziari o le nuove infrastrutture, ma anche la fiducia, la coesione e gli obiettivi comuni. «Costruire infrastrutture è facile», ha sottolineato Bellwald, e ha proseguito: «la vera sfida è mantenere unita una comunità». Particolarmente toccante è stata la sua testimonianza della coesione sociale: già poche settimane dopo la catastrofe, la società di musica ha ripreso le prove con nuovi strumenti e nel frattempo si è aggiudicata il titolo di campionessa svizzera. Anche gli storici granatieri di Dio (Herrgottsgrenadiere) si sono procurati nuove uniformi, rendendo nuovamente possibile la celebrazione del Corpus Domini. Secondo Bellwald, il tessuto sociale è rimasto saldo nonostante tutto: «volere è potere». 

Con «Visione Blatten 2030», il Comune attualmente lavora intensamente alla ricostruzione. Nella pianificazione del nuovo villaggio sono state integrate oltre 1700 idee proposte dalla popolazione. L’obiettivo è creare un villaggio di montagna dal fascino autentico, con un turismo sostenibile, infrastrutture moderne e un forte radicamento nelle tradizioni della Lötschental. 

Quando la psiche soffre

Un altro tema centrale è stato quello della salute mentale dei giovani. Nel dibattito intitolato «Quando la psiche soffre: tra responsabilità individuale e assicurazione collettiva», la filosofa Barbara Bleisch, il CEO di AXA Svizzera Patric Deflorin, lo psichiatra per bambini e adolescenti Axel Ladner e l’apprendista di commercio presso Pax, Serena Stellavato, hanno discusso delle cause e delle conseguenze del crescente disagio psicologico. Le cifre presentate hanno dato molto da riflettere. Secondo l’attuale Mind Health Report di AXA, il 40 percento dei giovani tra i 18 e i 24 anni in Svizzera soffre di problemi di salute mentale. Molti degli intervistati hanno indicato il crescente tempo trascorso sui social media come uno dei principali fattori determinanti. Lo psichiatra per giovani e adolescenti, Axel Ladner, ha riferito di un forte aumento delle richieste di presa a carico nel suo studio medico. Disturbi d’ansia, difficoltà di concentrazione e altri problemi psicologici sono aumentati sensibilmente negli ultimi anni. 

Tra responsabilità individuale e assicurazione collettiva: discussione sul podio, moderata da Christine Maier, con Serena Stellavato, Patric Deflorin, Axel Ladner e Barbara Bleisch.
Tra responsabilità individuale e assicurazione collettiva: discussione sul podio, moderata da Christine Maier, con Serena Stellavato, Patric Deflorin, Axel Ladner e Barbara Bleisch.
© Marc-Dave Maier Photography

Nonostante la serietà del tema, il dibattito non è stato privo di speranza, grazie in particolare alla presenza di Serena Stellavato. La diciannovenne apprendista di commercio, che pochi giorni prima aveva sostenuto l’esame finale di apprendistato, ha presentato con autenticità il punto di vista della sua generazione. I giovani, ha spiegato, sono disposti a parlare del proprio disagio psicologico, purché possano contare su persone di cui si fidano. E quando, più tardi, i relatori sono passati spontaneamente dal «Lei» al «tu», perché secondo l’apprendista i giovani si sentono più a loro agio in questo modo, è emerso come anche piccoli gesti possano cambiare il dialogo.

Serve anche responsabilità individuale 

A chiudere la giornata è stato il CEO dell’ASA Urs Arbter, che ha ripreso il filo conduttore dell’evento ribadendo che l’assicurabilità richiede condizioni quadro adeguate: «non nasce sempre dal nulla; anzi, spesso è il risultato di una regolamentazione intelligente e dell’interazione tra Stato, economia e società». Ha altresì messo in guardia da un’eccessiva regolamentazione. «Non ogni sfida deve tradursi in nuove prescrizioni». L’assicurabilità richiede anche responsabilità individuale e sufficiente margine di manovra per le aziende.

Una volta conclusa la parte ufficiale, il dialogo tra i membri della comunità assicurativa è proseguito nel foyer e sulla terrazza della Tonhalle. Lo standing lunch ha permesso di continuare le discussioni, i confronti e il networking. Gli spunti di riflessione della giornata sono stati di certo abbondanti. 

Urs Abter, CEO dell’ASA: «l’assicurabilità richiede condizioni quadro adeguate».
Urs Abter, CEO dell’ASA: «l’assicurabilità richiede condizioni quadro adeguate».
© Marc-Dave Maier Photography

Nota

La prossima Giornata degli assicuratori si terrà il 25 giugno 2027 a Berna.