
Il 4 marzo 2026, il Consiglio nazionale ha confermato l’eliminazione della maggiore imposizione sui prelievi di capitale previdenziale, la quale era prevista nel pacchetto di sgravio 27.
Con questa decisione il Parlamento rafforza la fiducia nella previdenza individuale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità.
Nonostante le chiare critiche mosse durante la consultazione, il Consiglio federale aveva mantenuto la maggiore imposizione sui prelievi di capitale dal secondo e dal terzo pilastro. Questa misura avrebbe inutilmente indebolito la previdenza privata e, di conseguenza, il sistema dei tre pilastri. Inoltre, sarebbe stata inappropriata, in quanto la Confederazione ha un problema di spese, non di entrate. Il Parlamento, nello specifico il Consiglio degli Stati in primis e il Consiglio nazionale ora, vi ha apportato le opportune correzioni e ha eliminato la misura dal pacchetto di sgravio 27.
La maggiore imposizione avrebbe gravato soprattutto sulle persone che provvedono in modo responsabile alla propria previdenza e sul ceto medio. Con questa decisione, il Parlamento dà un segnale importante a favore di condizioni quadro affidabili. Il consolidamento del bilancio della Confederazione, sostenuto dall'ASA, deve avvenire mediante la definizione di priorità chiare e la disciplina in materia di spesa, non attraverso imposte più elevate o un indebolimento del secondo e terzo pilastro.
La riforma della previdenza per la vecchiaia è decisiva per il futuro della Svizzera.

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