
Attivi presso una compagnia assicurativa e impegnati in politica, Nina Fehr Düsel e Marco Natoli commentano in un’intervista la situazione del settore assicurativo e la reputazione del sistema di milizia.
Marco Natoli: Sono rimasto esterrefatto, scosso e colpito: esterrefatto da quanto velocemente si possa perdere la propria casa, scosso dal destino delle persone coinvolte e colpito dalla solidarietà che si percepiva ovunque.
Nina Fehr Düsel: Sono rimasta profondamente scioccata. Da genitori, di fronte a una simile tragedia si pensa inevitabilmente ai propri figli. Spero che il caso venga chiarito in ogni suo aspetto. Anche io sono rimasta colpita dalla solidarietà dimostrata, in particolare nella cura dei feriti.
MN: È utile ridurre al minimo gli ostacoli di natura amministrativa per le persone colpite. Bisogna evitare di seccarle con la burocrazia e lasciare loro il tempo di elaborare il lutto.
NFD: Gli ospedali curanti inizialmente devono anticipare le prestazioni. Anche i contributi di sostegno sono importanti. Inoltre, ora è indispensabile chiarire la questione della responsabilità, che può richiedere molto tempo.

Nina Fehr Düsel e Marco Natoli a colloquio.
NFD: Non sono a favore di un eccesso di obblighi. Di certo, non serve una maggiore regolamentazione statale, poiché nemmeno un’assicurazione stabili cantonale avrebbe potuto impedire la catastrofe di Crans-Montana. La questione riguarda piuttosto l’attuazione delle prescrizioni di protezione antincendio che il tipo di assicurazione. Spetta in ultima analisi al singolo Cantone decidere autonomamente se serva un obbligo.
MN: A Blatten oltre il 90 percento degli edifici era assicurato. A Crans-Montana la problematica principale è stata l’esecuzione. Gli assicuratori non possono fungere da autorità esecutive, bensì fornire consulenza in ottica preventiva. Dico sempre: assicurare è prevedere.
MN: È vero, le loro riparazioni diventano sempre più costose, perché le auto sono computer a quattro ruote. La risposta naturale a questo sono dei premi commisurati al rischio.
NFD: Finora, nelle assicurazioni auto si calcolava soprattutto l’errore umano. In vista della guida autonoma, in futuro forse si effettueranno altre valutazioni del rischio e ci si concentrerà maggiormente sulla responsabilità legata al prodotto.
MN: L’applicazione di premi più elevati per determinati gruppi a rischio è giustificata. A tal fine si possono considerare caratteristiche quali la provenienza, l’età, il domicilio, la marca dell’auto o il sesso. Questo non ha nulla a che vedere con la discriminazione, ma con la statistica, ed è legittimo.
NFD: I premi commisurati al rischio non solo sono legittimi: li dobbiamo anche alla collettività, se non vogliamo abusare della solidarietà.

Nina Fehr Düsel lavora presso Swiss Life dal 2019. Attualmente ricopre la carica di Group Legal Counsel presso il servizio legale. Dal 2023 è membro del Consiglio nazionale per l'UDC.
NFD: Per prevenire gli abusi, gli assicuratori devono esaminare attentamente i casi e, se necessario, richiedere perizie. Ritengo tuttavia che la pressione sia aumentata,in particolare sui giovani; la reperibilità costante e la necessità di confrontarsi con gli altri sui social media hanno un impatto sulla psiche.
MN: Dobbiamo creare degli incentivi che rafforzino soprattutto la prevenzione. È nell’interesse dei datori di lavoro prendersi cura dei propri collaboratori per evitare il più possibile assenze prolungate dovute a problemi psichici.
MN:Si tratta di un fenomeno mondiale. Nel suo libro «La generazione ansiosa», lo psicologo americano Jonathan Haidt spiega come, ad esempio, l’avvento dei social media abbia portato a crisi di ansia e salute tra i giovani. In qualità di assicuratori, non abbiamo molta influenza in questo ambito.
NFD: Tuttavia, siamo chiamati ad agire a livello politico. I tempi di attesa eccessivamente lunghi per i trattamenti psicologici non vanno bene. Anche con i social media bisognerebbe diventare più restrittivi. Dobbiamo però stare attenti che il ricorso alla terapia non diventi uno stile di vita già a partire dalla scuola dell’infanzia.
NFD: Il limite della sostenibilità sarà effettivamente raggiunto a breve. Dovremmo adeguare il catalogo delle prestazioni dell’assicurazione di base. Chi ricorre al pronto soccorso per una bagatella dovrebbe pagare una tariffa forfettaria.
MN: Anche una maggiore efficienza sarebbe d’aiuto. Non ogni paesino ha bisogno di un proprio ospedale. Spesso però manca la volontà politica.
NFD: Sì, il sistema di milizia è meglio di un Parlamento professionale, anche se sta raggiungendo i suoi limiti di capacità. Come consiglieri guadagniamo molto, ma meno rispetto all’estero: questo impedisce la formazione di una casta politica distaccata dalla vita reale.
MN: Sono d’accordo. Da noi il Parlamento è più vicino alla popolazione rispetto all’estero. I suoi membri conoscono la realtà quotidiana, il che influisce sul processo legislativo. Non si può dire lo stesso per i politici professionisti.

Marco Natoli è entrato a far parte di Helvetia nel 2023. Oggi ricopre la carica di Head of Group Public Affairs & Corporate Publishing. È membro del Consiglio dei cittadini di Basilea per il partito Mitte.
NFD: . Il lobbismo esiste anche tra i politici professionisti. Le lobby non sono di per sé negative, ma la loro influenza deve essere trasparente e controllata. Inoltre, la Svizzera è organizzata in modo tale che nessuno abbia troppo potere.
MN: Il lobbismo è pluralistico e riflette gli interessi più disparati. Per la politica, le lobby sono importanti fonti di informazione.
NFD: Perché per risparmiare servono maggioranze. Molte proposte di risparmio non ottengono la maggioranza. Dalla pandemia, purtroppo i soldi vengono spesi ancora più facilmente di prima.
MN: In generale, le democrazie occidentali non riescono a ridurre le loro spese. Questo non ha nulla a che vedere con il lobbismo. Anche la popolazione non vuole risparmiare, visto che si concede la 13ª mensilità AVS.
NFD: Dobbiamo fare piccoli passi verso il risparmio.
MN: Sono d’accordo. Il settore assicurativo deve anche reimparare a trasmettere messaggi chiari per mostrare quali conseguenze hanno le decisioni politiche sulle cittadine e sui cittadini svizzeri.
MN: Che continui a coltivare la sua forza innovativa.
NFD: Non posso che essere d’accordo. Il settore lavora in modo molto solido e tiene insieme la società. Dobbiamo averne cura.
Catastrofi naturali, crisi finanziarie, regolamentazione: cosa è ancora possibile assicurare? Stefan Mäder e Urs Arbter fanno il punto della situazione.

Alcuni eventi segnano lo scorrere del tempo in modo inesorabile, sancendo un «prima» e un «dopo». Blatten ha reso evidente questa constatazione come non mai.

L’aumento delle assenze sollecita aziende e assicuratori.
