
Le auto moderne prevengono sempre più gli incidenti gravi. Tuttavia, quando capitano, il conto è salato. Sensori, elettronica e nuovi sistemi di propulsione fanno lievitare sensibilmente i costi di riparazione e, di conseguenza, anche i premi dell’assicurazione veicoli a motore.
In Svizzera sono immatricolati oltre 6,5 milioni di veicoli. Per ciascuno di essi è obbligatoria un’assicurazione veicoli a motore. La FINMA rileva che, per molto tempo, il volume dei premi è rimasto stabile nonostante il numero crescente di veicoli. Oggi, però, i costi sono in netto aumento. «Registriamo da un lato più sinistri e dall’altro costi medi più elevati per ogni caso», afferma Philip Herger, responsabile assicurazione veicoli a motore presso Zurich e presidente della relativa commissione specializzata dell’ASA. La co-presidente Michelle Gruner, responsabile PM mobilità presso La Mobiliare, osserva la stessa evoluzione. Oltre ai tassi d’inflazione elevati, ad influire principalmente sui costi medi è la tecnologia.
«Oggi un’auto è un computer a quattro ruote», afferma Herger. I veicoli moderni sono colmi di sensori, telecamere e sistemi di assistenza. Questo accresce la sicurezza, ma rende le riparazioni più costose. Lo conferma Gabriel Galliker, CEO del fornitore di servizi di mobilità Carplanet (ex Garage Galliker Gruppe), che come esempio cita il paraurti: «in passato veniva smontato e verniciato, poi si sostituiva un sensore e il gioco era fatto. Oggi al suo interno si trovano il cruise control adattivo e i sistemi radar o lidar». Dopo un danno, questi sistemi devono essere controllati con apparecchiature diagnostiche specializzate e ricalibrati. «Si accumulano subito diverse ore di lavoro in più». Lo stesso vale per i fari o i parabrezza: ciò che prima costava poche centinaia di franchi, oggi può arrivare a costarne diverse migliaia.
La mobilità in generale diventa forse più sicura, ma anche più complessa e costosa in caso di sinistro.
Philip Herger,
Leiter Motorfahrzeugversicherung bei der Zurich
Il motivo, ovviamente, è che quando sono coinvolti componenti high-tech, aumentano i costi dei materiali e della manodopera. In aggiunta, i produttori hanno interesse a vendere più pezzi di ricambio possibile. Spesso le riparazioni sarebbero tecnicamente attuabili, ma le direttive portano non di rado alla sostituzione completa. «Il lavoro nelle officine diventa più impegnativo: serve personale qualificato che, di conseguenza, è costoso», spiega Galliker. Inoltre, le officine investono sempre più nella formazione e formazione continua, in particolare nel settore della tecnologia ad alta tensione e delle batterie per veicoli elettrici.
A tutto questo si aggiungono anche gli eventi naturali estremi, che aumentano di anno in anno. «Negli ultimi anni le grandinate hanno danneggiato migliaia di veicoli», afferma Philip Herger di Zurich. «Eventi di questo tipo fanno salire ulteriormente la quota di sinistri». Per attenuare la pressione sui costi, gli assicuratori puntano sempre più sulla cosiddetta gestione dei sinistri: in collaborazione con officine selezionate, le riparazioni vengono coordinate in modo mirato e realizzate in modo efficiente. Perché una cosa è certa: la mobilità in generale diventa forse più sicura, ma anche più complessa e costosa in caso di sinistro.
Mentre per le aziende con un fatturato superiore a 50 milioni di franchi la diffusione delle assicurazioni è quasi totale, per le microimprese esiste ancora un ampio potenziale.

Rischi crescenti, cambiamenti normativi e nuove tecnologie caratterizzano il contesto della responsabilità civile e ne aumentano la dinamicità e la complessità.

Dopo svariati anni di riduzione dei premi dell’assicurazione veicoli a motore, quest’anno diversi assicuratori hanno dovuto attuare degli aumenti. I motivi sono molteplici.
