Riss im Asphalt auf der Strasse.

Nemmeno una soglia di attivazione rende l’impegno eventuale affidabile

Comunicato stampa
9 Settembre 2026

Una soglia di attivazione prestabilita non colma le lacune fondamentali dell’impegno eventuale in caso di terremoti: resta una tassa statale applicata a posteriori, che non garantisce alcuna prestazione assicurativa individuale, indebolisce le soluzioni private e crea falsi incentivi. Pertanto, l’Associazione Svizzera d’Assicurazioni ASA raccomanda ancora al Parlamento di non entrare in materia.

Il 1° settembre 2026, la Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) ha approvato, con 13 voti contro 12, l’oggetto del Consiglio federale «Introduzione di una competenza della Confederazione in materia di finanziamento della riparazione dei danni agli edifici in caso di terremoto» (24.095) e ha precisato le modalità di definizione della soglia di attivazione. L’Associazione Svizzera d’Assicurazioni ASA si rammarica di questa decisione.

Una soglia di attivazione espressa in termini monetari non rende affatto più affidabile l’impegno eventuale in caso di terremoti: resta un obbligo di pagamento statale a posteriori, che non offre una prestazione garantita a copertura del danno individuale, indebolisce le soluzioni assicurative private e fa ricadere i rischi perlopiù sulla popolazione e sull’economia svizzere. Pertanto, l’ASA raccomanda ancora al plenum del Consiglio nazionale di non entrare in materia.

Il danno complessivo stimato sulla base di modelli crea incertezza

I rischi sismici sono assicurabili e possono essere diversificati attraverso i mercati riassicurativi internazionali. Un’assicurazione privata contro i terremoti offre una protezione preventiva sulla base di un contratto: già prima che si verifichi un evento le proprietarie e i proprietari sanno quali prestazioni riceveranno in caso di danno. L’impegno eventuale elimina in larga misura questa logica sostituendola con una tassa applicata a posteriori dallo Stato.

Anche la discussione su una soglia di attivazione da definire già oggi, che in ogni caso dovrebbe essere stabilita al più tardi a livello legislativo, non cambia la situazione. Anzi, il dibattito su quando attivare l’impegno eventuale mette in evidenza la fondamentale fragilità del sistema prospettato. L’attivazione dell’impegno eventuale dipenderebbe da un danno complessivo stimato sulla base di modelli, e non dai danni individuali effettivamente subiti. Questo genere di stime spesso si discosta considerevolmente dal danno effettivamente accertato in un secondo momento. Ad esempio, dopo il grave terremoto che ha colpito la Turchia nel 2023, il danno effettivo sul mercato era più del doppio rispetto alla stima iniziale. Per mesi, quindi, non ci sarebbe nemmeno la certezza dell’applicazione dell’impegno eventuale.

Particolarmente problematica è la mancanza di un nesso tra il danno individuale e l’attivazione dell’impegno eventuale. Se la soglia non viene raggiunta, pure le proprietarie e i proprietari che hanno subito un danno totale non riceverebbero alcuna prestazione. Al contempo, influirebbe sull’attivazione la densità degli insediamenti: danni comparabili attiverebbero l’impegno eventuale più facilmente nelle città densamente popolate che nelle zone con una minore densità demografica, comportando uno svantaggio per le regioni di montagna e quelle periferiche.

Anche il finanziamento solleva degli interrogativi: il fatto che l’intera popolazione, inclusi gli inquilini e le inquiline, debba sostenere i costi di funzionamento di un sistema a ripartizione tra proprietari è socialmente discutibile. Inoltre, i costi di gestione non sono stati valutati e potrebbero essere nettamente superiori rispetto ai soli costi necessari per modificare milioni di iscrizioni e gravami nei registri fondiari.

Rischio sismico: un mercato assicurativo che funziona

Da anni, la diffusione delle assicurazioni private contro i terremoti è in netto aumento. L’impegno eventuale non è dunque solo superfluo, ma potrebbe frenare o addirittura invertire questa evoluzione, perché suggerisce che, in caso di emergenza, lo Stato metterebbe a disposizione una soluzione: ciò indebolirebbe le coperture assicurative private. I rischi che oggi possono essere ampiamente diversificati a livello internazionale attraverso le riassicurazioni dovrebbero invece essere sostenuti quasi interamente dalla popolazione svizzera.

Una tassa speciale applicata a posteriori inoltre aggraverebbe le crisi: sottrarrebbe risorse a economie domestiche e imprese proprio nel momento in cui queste sarebbero necessarie per la ricostruzione e la stabilizzazione. A ciò si aggiungerebbero costi amministrativi e transazionali, nonché responsabilità non ancora chiarite. La protezione contro i terremoti dovrebbe pertanto essere rafforzata con soluzioni preventive, private e riassicurabili.

Due sistemi incompatibili

Con l’impegno eventuale si troverebbero a coesistere due sistemi difficilmente conciliabili: da un lato, un’assicurazione volontaria e privata con prestazioni definite contrattualmente; dall’altro, una tassa obbligatoria di natura statale. I due sistemi si differenziano per quanto riguarda le cause dei sinistri, le franchigie, gli incentivi alla prevenzione, il finanziamento, la logica delle prestazioni e la gestione. Ne risulterebbero delle lacune, delle sovrapposizioni e dei costi aggiuntivi, anziché un’integrazione coerente del mercato esistente.

«Anche con una soglia di attivazione, l’impegno eventuale rischia di creare incertezze piuttosto che offrire una soluzione praticabile: sembra garantire una protezione, ma non assicura alle persone colpite una prestazione individuale chiara. La vera prevenzione inizia prima dell’evento, mediante una copertura assicurativa», afferma Eduard Held, direttore del pool danni della natura e responsabile riassicurazione presso l’ASA.

Nota per la redazione

L’Associazione Svizzera d’Assicurazioni ASA è l’organizzazione di settore degli assicuratori privati svizzeri. Con i suoi circa 70 membri, tra cui assicuratori e riassicuratori attivi a livello globale così come assicuratori cose, vita e malattie complementari specializzati e orientati al mercato nazionale, l’associazione rappresenta più del 95 percento dei premi assicurativi generati in Svizzera. L’ASA si adopera per uno sviluppo sostenibile del settore assicurativo e promuove soluzioni che contribuiscono alla stabilità e alla sicurezza dell’economia e della società svizzera. In questo modo il settore assicurativo privato concorre in maniera importante al benessere in Svizzera. Il settore è uno dei rami economici più produttivi e a più forte creazione di valore aggiunto e impiega circa 50’000 persone.


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