
Nella sessione primaverile, il Consiglio nazionale ha confermato l’eliminazione della maggiore imposizione sui prelievi di capitale prevista nel pacchetto di sgravio 27. In questo modo il Parlamento rafforza la fiducia nella previdenza individuale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità. L’Associazione Svizzera d’Assicurazioni ASA accoglie questa decisione chiaramente con favore.
Nonostante le chiare critiche mosse durante la consultazione, il Consiglio federale aveva mantenuto la maggiore imposizione sui prelievi di capitale dal secondo e dal terzo pilastro. Questa misura avrebbe inutilmente indebolito la previdenza privata e, di conseguenza, il sistema dei tre pilastri. Inoltre, sarebbe stata inappropriata, in quanto la Confederazione ha un problema di spese, non di entrate. Il Parlamento, nello specifico il Consiglio degli Stati in primis e il Consiglio nazionale ora, ha apportato le opportune correzioni e ha eliminato la misura dal pacchetto di sgravio 27.
La maggiore imposizione avrebbe gravato soprattutto su coloro che hanno provveduto in modo responsabile alla previdenza per la vecchiaia, i superstiti o l’invalidità. Avrebbe colpito in modo sproporzionato in particolare il ceto medio. «Con la sua decisione, il Parlamento dà un segnale importante a tutti coloro che, per decenni, hanno provveduto autonomamente alla propria sicurezza finanziaria futura. Disporre di condizioni quadro affidabili è fondamentale. In questo senso, il Parlamento ha dimostrato la necessaria lungimiranza. Il consolidamento del bilancio della Confederazione deve avvenire mediante la definizione di priorità chiare e la disciplina in materia di spesa, non attraverso imposte più elevate e un indebolimento del secondo e terzo pilastro della nostra previdenza per la vecchiaia», afferma Urs Arbter, CEO dell’Associazione Svizzera d’Assicurazioni ASA.
In vista della riforma AVS2030, la disciplina in materia di spesa e l’intervento sui problemi strutturali sono temi particolarmente attuali: il Consiglio federale prevede di garantire il finanziamento tra il 2030 e il 2040 principalmente attraverso maggiori entrate derivanti dall’imposta sul valore aggiunto e dai contributi salariali. Per il momento respinge invece un aumento dell’età di riferimento che terrebbe conto degli sviluppi demografici ed economici. Punta invece su incentivi volti a prolungare l’attività lavorativa. A tal fine, prevede nuovamente degli interventi nel secondo e terzo pilastro, con l’innalzamento dell’età minima di prelievo dagli attuali 58 e 60 anni a 63 anni. Inoltre, introduce il concetto di durata della vita lavorativa. L’ASA ritiene tuttavia che tali approcci non siano né praticabili né efficaci: limitano la libertà di scelta individuale, aumentano la complessità, comportano un notevole onere in termini di attuazione e non portano automaticamente a una durata della vita lavorativa mediamente maggiore.
L’Associazione Svizzera d’Assicurazioni ASA è l’organizzazione di settore degli assicuratori privati svizzeri. Con i suoi circa 70 membri, tra cui assicuratori e riassicuratori attivi a livello globale così come assicuratori cose, vita e malattie complementari specializzati e orientati al mercato nazionale, l’associazione rappresenta più del 95 percento dei premi assicurativi generati in Svizzera. L’ASA si adopera per uno sviluppo sostenibile del settore assicurativo e promuove soluzioni che contribuiscono alla stabilità e alla sicurezza dell’economia e della società svizzera. In questo modo il settore assicurativo privato concorre in maniera importante al benessere in Svizzera. Il settore è uno dei rami economici più produttivi e a più forte creazione di valore aggiunto e impiega circa 50’000 persone.
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