Pre­vi­den­za per la vec­chia­ia 2020 - Una ri­for­ma ne­ces­sa­ria per la Sviz­ze­ra

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Ivo Furrer, CEO Markt Schweiz Swiss Life, membre du Comité de L'ASA

Ivo Furrer
CEO Markt Schweiz Swiss Life, membre du Comité de l’ASA
Conferenza stampa, 3 febbraio 2016
Hotel Marriott, Zurigo

Fa stato la versione orale.
 

<p class="caption">Ivo Furrer, CEO Markt Schweiz Swiss Life, membre du Comité de L'ASA</p><p>Ivo Furrer<br /> CEO Markt Schweiz Swiss Life, membre du Comité de l&rsquo;ASA<br /> Conferenza stampa, 3 febbraio 2016<br /> Hotel Marriott, Zurigo</p><p><em>Fa stato la versione orale.</em><br /> &nbsp;</p><p>Gentili signore, egregi signori, stimati giornalisti</p><p>Vi do il benvenuto alla conferenza stampa odierna. Sono lieto di poter condividere con voi alcuni pensieri sullo stato attuale della riforma &laquo;previdenza per la vecchiaia&raquo; dal punto di vista degli assicuratori privati.</p><p>Per quanto riguarda l&#39;importanza di questa riforma per il nostro Paese, per la nostra sicurezza sociale e per tutti noi quali contribuenti attivi e futuri beneficiari di rendite, sono totalmente d&#39;accordo con il Presidente della Confederazione. Quest&#39;ultimo, nella sua allocuzione di Capodanno, ha indicato la riforma come uno, se non addirittura il progetto politico chiave per il 2016. Non sono invece molto d&#39;accordo con un vostro collega che recentemente in un commento sulla riforma ha scritto, cito: &laquo;La previdenza per la vecchiaia è come il cambiamento climatico, un manuale per fallimenti politici.&raquo; Noi assicuratori vediamo i progressi fatti finora dalla riforma sotto una luce diversa.</p><p>Nonostante tutte le complessità, riconosciamo la sincera volontà del Governo federale, ma anche della maggioranza del Parlamento, di portare a termine questa riforma. Siamo dell&#39;opinione che l&#39;idea complessiva alla base del progetto continui a essere quella giusta. Siamo anche d&#39;accordo con la maggioranza delle decisioni relative alla previdenza professionale prese lo scorso autunno dal Consiglio degli Stati. Per la prossima tappa, ovvero l&#39;esame del progetto nel Consiglio nazionale e nella sua Commissione incaricata dell&#39;esame preliminare, la riforma deve essere orientata in modo coerente sull&#39;obiettivo centrale &laquo;Garanzia della previdenza per la vecchiaia mantenendo l&#39;attuale livello di prestazioni&raquo;.</p><h2>Sicurezza e libertà di scelta per la nostra clientela</h2><p>Di particolare importanza per noi, assicuratori privati svizzeri attivi nel settore assicurazione vita collettiva, sono le proposte in discussione relative al 2&deg; pilastro: qui abbiamo dei doveri nei confronti dei nostri clienti, le PMI svizzere e i loro lavoratori assicurati. Ci impegniamo per condizioni quadro accettabili, che permettono la continuazione anche in futuro del modello di assicurazione completa sempre più richiesto, nonché dell&#39;assicurazione rischi. Per noi si tratta di garantire alla nostra clientela anche nei prossimi decenni la miglior sicurezza e la libertà di scelta nel 2&deg; pilastro. Sono gli oltre 160&#39;000 imprenditori svizzeri e il milione e più di loro collaboratori assicurati nell&#39;assicurazione completa, nonché le oltre 50&#39;000 PMI con circa 600&#39;000 lavoratori nell&#39;assicurazione rischi, che ci danno questo mandato. Prendiamo sul serio tale compito e partecipiamo attivamente al dibattito politico, come ad esempio due settimane fa in occasione delle consultazioni in seno alla CSSS del Consiglio nazionale.</p><p>Sovraordinato vediamo il quadro globale del 1&deg; e 2&deg; pilastro, tuttavia con chiara separazione risp. ponderazione dell&#39;AVS e della LPP, quale condizione centrale per la riuscita della riforma. Solo così raggiungiamo l&#39;indispensabile stabilizzazione del sistema giustamente richiesta da tutte le persone coinvolte. Per fare ciò, sono necessarie proposte equilibrate e condivisibili. Di queste fa parte anche la rinuncia consapevole alle richieste massime, corrette dal punto di vista numerico ma non efficaci - come ad esempio un&#39;ulteriore riduzione, in realtà necessaria, dell&#39;aliquota minima di conversione. Noi assicuratori privati svizzeri abbiamo da subito rinunciato a tale riduzione nell&#39;interesse dell&#39;intera riforma. Fuori luogo sono però i compromessi dove è in gioco la correttezza intergenerazionale tra i lavoratori attivi e i pensionati e quindi a lungo termine l&#39;intero sistema previdenziale. Per noi è chiaro che l&#39;attuale ridistribuzione estranea al sistema e indesiderata (in particolare nel 2&deg; pilastro) deve essere limitata con fermezza. Altrimenti potrebbe avere gravi conseguenze, al più tardi in occasione della possibile votazione. Costerebbero cari anche gli interventi non necessari e a sfavore dell&#39;economia e degli assicurati nei sistemi dell&#39;assicurazione vita collettiva funzionanti, sicuri e preferiti dai nostri clienti, di cui parleremo in seguito.</p><p>Vi prego di essere compresivi, signore e signori, se ora devo essere un po&#39; più tecnico. Purtroppo non ci sono altri modi. Nel dettaglio, ci riguardano direttamente le seguenti posizioni, per le quali ci impegneremo anche nelle prossime tappe politiche.</p><p>Siamo favorevoli:</p><ul> <li>- all&#39;età di pensionamento di 65 anni per donne e uomini inclusa la sua flessibilizzazione</li> <li>- alla riduzione dell&#39;aliquota di conversione al 6 percento incluse le misure di compensazione e l&#39;introduzione dell&#39;importo di garanzia dell&#39;aliquota di conversione</li> <li>- e alla rinuncia all&#39;aumento del tasso minimo: in questo senso il Consiglio degli Stati ha gettato le basi nell&#39;interesse delle oltre 160&#39;000 PMI e del milione è più di loro collaboratori nell&#39;assicurazione completa. Con l&#39;attuale tasso minimo, tutti loro beneficiano delle migliori prospettive di rendimento per il loro capitale pensionistico, in quanto noi quali offerenti e garanti non veniamo ulteriormente limitati nella nostra politica degli investimenti.</li> </ul><p>Tuttavia, il messaggio sulla riforma contiene ora anche diverse proposte che non contribuiscono alla garanzia della previdenza per la vecchiaia mantenendo l&#39;attuale livello o che mettono perfino in pericolo la riforma. Il Consiglio degli Stati ha già rifiutato alcune di queste proposte, come ad esempio l&#39;adeguamento delle prestazioni per i superstiti o dei contributi per i lavoratori indipendenti. L&#39;ASA continua a impegnarsi per evitare le limitazioni riguardanti l&#39;assicurazione vita collettiva, che sono inutili, dispendiose, destabilizzanti e che mettono in pericolo il sistema.</p><p>Tra queste rientrano in particolare</p><ul> <li>- La limitazione dei premi di rischio al 200 percento dei danni attesi: è superflua perché A) la concorrenza non permette per natura alcun premio di rischio eccessivo, B) la FINMA verifica e approva già oggi i premi di rischio per quanto riguarda solvenza degli assicuratori e abuso nei confronti degli assicurati e C) i premi &laquo;non utilizzati&raquo; ritornano agli assicurati sotto forma di eccedenze.</li> <li>- Altrettanto inutile è rendere impossibile la compensazione delle fluttuazioni riguardanti il processo del risparmio, del rischio e dei costi. Questo intervento nella gestione del conto d&#39;esercizio avrebbe innanzitutto come conseguenza l&#39;aumento dei premi per tutte le PMI assicurate visto che i premi di risparmio, rischio e quelli relativi ai costi dovrebbero essere applicati con più cautela, affinché in ogni processo si raggiunga un risultato positivo. Ciò può essere di poco interesse per gli assicurati come il fatto che grazie a questo si eviterebbe la costituzione di accantonamenti.</li> <li>- Non meno dannosa sarebbe una futura determinazione dei contributi di rischio sulla base di principi collettivi: non sarebbe quindi più possibile determinare i contributi di rischio secondo il profilo di rischio di un&#39;azienda. Le PMI con bassi rischi dovrebbero contribuire finanziariamente ai rischi elevati di altre PMI; ciò corrisponderebbe a una delicata distorsione del sistema e a una solidarietà non voluta tra le PMI affiliate.</li> </ul><p>In poche parole, le proposte più recenti non rappresentano soltanto una regolamentazione totalmente inutile, ma mettono in pericolo la libertà di scelta e la sicurezza delle rendite per le PMI svizzere e i loro collaboratori. Le norme attualmente in vigore si sono rivelate efficaci e vanno quindi mantenute. Esse permettono a noi offerenti di continuare ad adempiere in modo affidabile al nostro compito peculiare: garantire la compensazione dei rischi e il funzionamento della società fondata sulla solidarietà.</p><p>Gentili signore, egregi signori, vi ringrazio per l&#39;attenzione. Sono consapevole che in parte il tema non era semplice. Sarò quindi ancora più felice di intrattenermi con chi di voi lo desidera per considerazioni più approfondite.</p><ul class="doc-list"> <li> <a href="http://www.svv.ch/sites/default/files/document/file/gd_160126_final_it_…; class="icon pdf">Ivo Furrer: «Previdenza per la vecchiaia 2020 - Una riforma necessaria per la Svizzera» (testo)<span> (<1mb)< />pan></span></a></li> <li> <a href="http://www.svv.ch/sites/default/files/document/file/160126_final_it_pra…; class="icon pdf">Ivo Furrer: «Previdenza per la vecchiaia 2020 - Una riforma necessaria per la Svizzera» (presentazione)<span> (<1mb)< />pan></span></a></li> <li> <a href="http://www.svv.ch/sites/default/files/document/file/160126_final_it_jmk…; class="icon pdf">Factsheet «Previdenza per la vecchiaia»<span> (<1mb)< />pan></span></a></li> </ul>